Capricorno delle conifere
Capricorno delle latifoglie
Coleottero
(Hylotrupes bajulus Linnaeus)
Il Caprircorno delle conifere è un tarlo lungo circa due centimetri ed è diffuso in Europa, Asia, Africa e America settentrionale.
La durata del suo ciclo vitale varia a seconda della temperatura dell’ambiente in cui vive: in alcuni casi (rari), dove la temperatura è più elevata, questo parassita può vivere fino a 17 anni.
Questo tarlo attacca principalmente il legno delle conifere, come abeti, pini e larici; predilige i legni teneri perché quelli duri contengono una sostanza tossica per lo sviluppo delle larve.
Le infestazioni di questo parassita si diffondono con facilità perché gli adulti sono dei buoni volatori.
Curiosità: il Teatro Alighieri di Ravenna rimase chiuso per un anno a causa dei danni provocati dall’infestazione del Capricorno delle conifere.
(Hesperophanes cinereus Villers)
Il Capricorno delle latifoglie è un tarlo di colore bruno, e ha il corpo ricoperto di una fine peluria; la femmina è più lunga del maschio e depone dalle 100 alle 200 uova.
Questo insetto xilofago attacca diversi tipi di legno: robinia, faggio, cerro, pioppo, noce e castagno.
E’ considerato uno dei tarli più pericolosi per il legno strutturale.
Le larve, infatti, scavano gallerie di notevole dimensioni, raggiungendo anche il centro della sezione delle travi.
In caso di infestazione elevata l’indebolimento della struttura portante è tale da portare al crollo del tetto o del soffitto.
Curiosità: il Capricorno delle latifoglie è soprannominato anche “longicorno”, a causa delle lunghe antenne ripiegate all’indietro; proprio le antenne conferiscono a questi tarli l’aspetto di un capricorno.
(Anobium puctatum, Xestobium rufovillosum e Nicobium castaneum)
Conosciuti comunemente come "tarli del legno", i Coleotteri anobidi sono insetti di colore scuro e uniforme, hanno il corpo allungato e dimensioni variabili tra i 3 e gli 8 millimetri.
Questi parassiti attaccano indifferentemente sia legni di latifoglie che di conifere.
Essi sono inoltre in grado di compromettere sia il legno appena lavorato che quello morto da lungo tempo, dal momento che sono in grado di digerire sia la lignina che la cellulosa.
Per questa caratteristica, i coleotteri anobidi risultano particolarmente pericolosi per arredi lignei di pregio o di interesse storico.